Calo demografico

Allarme Cgia, al Sud più pensioni che stipendi

Il saldo tra occupati e pensionati è più in disequilibrio a Lecce, seguita da Napoli, Messina, Reggio Calabria e Palermo: nel giro di qualche anno il sorpasso in tutto il Paese

di Giulia Ronchi

Nel Mezzogiorno si pagano più pensioni che stipendi, ma nel giro di qualche anno il sorpasso è destinato a compiersi anche nel resto del Paese. È l'allarme lanciato dalla Cgia di Mestre. Osservando il saldo tra il numero di occupati e le pensioni erogate nel 2022, la provincia più in disequilibrio è Lecce, seguita da Napoli, Messina, Reggio Calabria e Palermo. Entro il 2028 sono destinati a uscire dal mercato del lavoro per raggiunti limiti di età 2,9 milioni di italiani, di cui 2,1 milioni sono attualmente occupati nelle regioni centro-settentrionali. Visto il calo demografico, difficilmente si riuscirà a rimpiazzare tutti questi lavoratori nelle diverse regioni del Paese.