rischio escalation

Nasrallah: "La risposta a Israele ci sarà, l'attesa è già una punizione"

Per il Washington Post, l'Iran potrebbe riconsiderare i piani di attacco contro Israele dopo"gli enormi sforzi diplomatici internazionali

di Isabella Josca

L'attesa continua, giorno e notte, tra minacce, preparativi militari, proclami e diplomazia. Una settimana fa, mercoledì scorso, l'uccisione a Teheran del leader politico di Hamas Ismail Haniyeh - in queste ore Yayha Sinwar è stato nominato suo erede - il giorno prima l'eliminazione a Beirut di Fuad Shukr, stratega militare di Hezbollah.

I due omicidi eccellenti che hanno scatenato la crisi in corso, e la promessa di vendetta contro Israele da parte di Teheran e del partito di Dio. Per il momento, solo una guerra psicologica: ma già "l'attesa in sé è una punizione", ha tuonato il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, parlando di una precisa strategia dell'ansia per tenere lo stato ebraico con il fiato sospeso. "Attaccheremo", ha ribadito Nasrallah, insieme a tutto l'asse sciita.

Il ministro degli esteri iraniano ha ripetuto che ci sarà una risposta decisa contro Tel Aviv, che ieri, dopo scambi di colpi al confine sud del Libano e droni caduti su territorio israeliano, ha inviato i suoi caccia per un sorvolo a bassa quota su Beirut. L'Iran però sembra prendere tempo, nonostante notizie di esercitazioni militari in corso, spostamenti di lanciamissili e l'arrivo di armi avanzate per la difesa aerea dalla Russia.

I timori di una rappresaglia rimangono, ma secondo il Washington Post, l'Iran potrebbe riconsiderare i piani di attacco contro Israele: per l'aumento significativo di navi da guerra e militari statunitensi nella regione, e per gli enormi sforzi diplomatici internazionali portati avanti, a partire dagli Stati Uniti: "Iran e Israele evitino l'escalation", ha detto il segretario di stato americano Blinken, "cerchiamo ancora un accordo su Gaza ma ora sta a Sinwar decidere". Occhi puntati oggi su Gedda, per la riunione straordinaria dell'organizzazione della cooperazione islamica, chiesta proprio dall'Iran nel pieno delle tensioni regionali