Proteste in aumento

Dagli Usa all'Europa, il mondo in prima linea contro i data center

Le gigantesche strutture, essenziali per il funzionamento dell'Intelligenza artificiale, finisco sempre più nel mirino delle contestazioni

di Francesca Canto

Nell'America più polarizzata di sempre, un tema è riuscito a unire gli elettori repubblicani e democratici alle elezioni di midterm. Non si tratta del prezzo della benzina, ma dell'opposizione ai data center. In 10 Stati, gli elettori non sono stati chiamati a decidere soltanto i rappresentanti del Congresso ma anche la politica locale sulla costruzione di queste gigantesche strutture, essenziali per il funzionamento dell'Intelligenza artificiale. Dall'Ohio al Kansas, il popolo americano ha bocciato gran parte dei nuovi piani per realizzarli. I data center sono degli enormi impianti energivori che ospitano i sistemi informatici per archiviare, elaborare e trasmettere i dati. Consumano grandissime quantità di acqua per raffreddare i server, costringendo alcune comunità nelle zone più aride del Paese - come in Texas - a razionarla per fare la doccia. Negli scorsi mesi, migliaia di elettori hanno protestato contro i data center e il potere senza freni dei magnati tech. Adesso accade lo stesso in Europa.