

Oltre 100 detenuti ripuliscono l'Italia con Plastic Free e Seconda Chance
La giornata rappresenta la prima mobilitazione dopo la sottoscrizione del protocollo d'intesa tra le due associazioni e il"ministero della Giustizia
Oltre 7 tonnellate di rifiuti e materiali rimossi dall'ambiente. Più di 100 volontari e oltre 100 persone tra detenuti e soggetti impegnati in percorsi di esecuzione penale esterna. È il bilancio della mobilitazione nazionale che sabato 24 ottobre ha coinvolto dieci regioni italiane, con interventi di pulizia di spiagge, parchi, strade e aree urbane promossi da Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato impegnata nel contrasto all'inquinamento da plastica, e Seconda Chance Aps, associazione attiva nel reinserimento socio-lavorativo delle persone detenute ed ex detenute.
Il bilancio -
La giornata rappresenta la prima mobilitazione nazionale dopo la sottoscrizione del protocollo d'intesa tra le due associazioni e il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia, che prevede almeno due iniziative nazionali all'anno per promuovere educazione ambientale, cittadinanza attiva, responsabilizzazione e reinserimento sociale attraverso attività di volontariato. Il bilancio supera già le sette tonnellate di materiali rimossi, tra plastica, vetro, rifiuti indifferenziati, pneumatici e ingombranti, oltre a 600 chilogrammi di legname recuperato lungo la costa.
Storie di riscatto -
Le attività hanno coinvolto persone provenienti da numerosi istituti penitenziari e dagli uffici di esecuzione penale esterna, affiancate da volontari, associazioni e cittadini. Tra le esperienze più significative, quella di una donna detenuta che, partecipando alla pulizia della spiaggia di Schiavonea, a Corigliano-Rossano (Cosenza), ha potuto rivedere il mare dopo sei anni. Un episodio che racconta il valore umano di queste giornate, nelle quali la cura dell'ambiente diventa anche un'occasione per ritrovare relazioni, fiducia e partecipazione alla vita della comunità. “Il reinserimento passa anche dalla possibilità di tornare a sentirsi parte attiva della comunità, di contribuire concretamente a qualcosa che ha valore per tutti – dichiara Margherita Maiani di Plastic Free Onlus –. Prendersi cura dell'ambiente diventa un'occasione per esercitare responsabilità, ritrovare fiducia nelle proprie capacità e costruire relazioni al di fuori del contesto detentivo”.
Utilità ambientale, ma anche sociale -
Accanto alle raccolte ambientali, diverse iniziative hanno previsto momenti di socializzazione, pranzi condivisi e attività culturali, favorendo l'incontro tra persone detenute, volontari e realtà del territorio. La partecipazione di istituzioni penitenziarie, amministrazioni locali e associazioni ha consentito di realizzare esperienze di utilità collettiva in contesti differenti, rafforzando la collaborazione tra il mondo del volontariato e quello dell'esecuzione penale. “Il protocollo con il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria ci permette di dare maggiore continuità a queste esperienze e di coinvolgere progressivamente altri istituti – sottolinea Flavia Filippi, presidente e fondatrice di Seconda Chance – Ogni occasione di partecipazione può aiutare a ricostruire rapporti di fiducia e ad affrontare con maggiore consapevolezza il proprio percorso di reinserimento”.
Sguardo al futuro -
Il programma proseguirà nei prossimi mesi nell'ambito dell'accordo nazionale con il Dap, con l'obiettivo di ampliare le opportunità di partecipazione alle attività ambientali e consolidare percorsi di responsabilizzazione e reinserimento sociale