

Dopo gli scontri
Devastazioni a Milano, i fermati si difendono: "Non c'entriamo niente"
Dopo le violenze e i saccheggi in centro, i giovani identificati raccontano di essere stati fermati per errore
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"Stavo camminando sul marciapiede e mi hanno fermato". È una delle tante versioni raccolte davanti alla Questura di Milano, dove i ragazzi identificati dopo gli scontri nel centro cittadino raccontano la loro esperienza. C'è chi sostiene di essere stato scambiato per un manifestante e chi racconta di essere intervenuto per aiutare un parente. Tutti respingono ogni coinvolgimento nelle devastazioni. A difenderli ci sono anche i genitori, increduli davanti alla possibilità che i propri figli abbiano partecipato alle violenze.