

Caos Milano, lo psichiatra Mendolicchio a Tgcom24: "Giovani sempre più fragili, portano nella vita reale ciò che trovano nel virtuale"
L'intervento dello psicoterapeuta che prova a tracciare un profilo dei baby maranza protagonista del fine settimana di follia e violenza
Sono giovani, anzi giovanissimi, animati unicamente da una rabbia che nasce dall'incertezza del proprio futuro. È l'identikit dei baby maranza che nel fine settimana hanno messo a ferro e fuoco Milano durante le rivolte di piazza. A tracciarlo è lo psichiatra e psicoterapeuta Leonardo Mendolicchio, che hai microfoni di Tgcom24 ha provato a dare delle risposte alle tante domande di questi due giorni di follia. "È una generazione di ragazzini cresciuta pensando che l'unico ascensore sociale al quale affidarsi sono i propri social e la capacità di attrarre follower e like. Non hanno una visione del futuro perché noi gliel'abbiamo tolta. Sono cresciuti con il digitale, quindi hanno un'enorme potenzialità per costruire la loro esistenza, che però nella concretezza è drammaticamente incerta". In questo scenario di fragilità è sempre più difficile distinguere il reale dal virtuale. "Oggi siamo ben oltre la semplice sovrapposizione - prosegue Mendolicchio - Il digitale, per molti di loro, è meglio del reale, dove c'è una società che fa fatica a capirli. E quindi i giovani prendono ciò che trovano nel mondo del digitale, nei loro videogame, e lo proiettano nella vita vera". Come si argina questa rabbia, questo sentimento di ribellione sempre più violento? "Si deve partire dal micro, dalle famiglie, che devono intercettare questa rabbia recondita. Poi tocca alla scuola e infine a noi, alla comunità educante, donare a tutti una prospettiva".