

Giallo della ricina, al vaglio i dispositivi consegnati da Gianni Di Vita
L'uomo, padre e marito delle due donne uccise con la ricina, "ha consegnato spontaneamente" due computer e un hard disk, di cui verrà fatta una copia forense per essere esaminati nel dettaglio
Sono già al lavoro gli investigatori che indagano sul caso di Pietracatella: in queste ore stanno analizzando i dispositivi elettronici che Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne uccise con la ricina a dicembre scorso nel comune in provincia di Campobasso, ha consegnato spontaneamente, due computer e un hard disk, di cui verrà fatta una copia forense per essere esaminati nel dettaglio. Nella giornata del 29 settembre il commercialista è entrato e uscito per tre volte dagli uffici della Questura di Campobasso. Antonella Di Ielsi, 50 anni, e la figlia Sara, appena 15, sono morte in ospedale nella notte tra il 27 e il 28 dicembre scorso. Nonostante l'accelerazione nelle indagini, una cosa non cambia: non ci sono indagati.