L'omicidio nel varesotto

Delitto Macchi: a Stefano Binda risarcimento da 210mila euro per ingiusta detenzione

I fatti risalgono a 39 anni fa: l'uomo è stato l'unico indagato e nel 2018 venne condannato all'ergastolo prima di essere assolto nel 2021

di Giuseppe Facchini

Un indennizzo da 210mila euro per ingiusta detenzione. È quanto dovrà versare lo Stato per risarcire Stefano Binda, il 56enne accusato dell'omicidio di Lidia Macchi, avvenuto nel varesotto 39 anni fa, ma assolto in via definitiva a gennaio del 2021. Lo ha deciso la Corte d'appello di Milano. Arrestato nel 2016 e poi condannato all'ergastolo nel 2018, Binda ha trascorso tre anni e mezzo in carcere, fino al ribaltamento della sentenza in secondo grado a luglio del 2019. Una detenzione di 1.287 giorni che, salvo ricorsi della procura generale, ora verranno risarciti all'ex compagno di liceo della studentessa 21enne, morta il 5 gennaio 1987. Il suo corpo venne trovato in una zona boschiva vicino alla ferrovia di Cittiglia, in provincia di Varese. Per tutto questo tempo l’unico indagato è stato l'amico Stefano Binda. Lui si è sempre dichiarato innocente e durante il processo fu scagionato anche dalla prova del dna.