

Morte Denise Cosco, sequestrato l'appartamento di Ariccia
La procura procede contro ignoti per istigazione al suicidio
Ha lo stesso sguardo di Lea Garofalo, lo stesso sorriso della madre. È la prima immagine nitida di Denise Cosco da adulta. L'ha diffusa sui social la zia, Marisa, per rendere giustizia e ridare un volto all'allora ragazzina che scelse di indicare il padre, gli zii, tra i responsabili dell’omicidio della madre Lea, testimone di giustizia. Era il 2009 quando la donna venne sequestrata, torturata e uccisa. Il corpo venne poi bruciato e distrutto con l'acido. Denise 17 anni dopo si è gettata dal balcone della sua casa di Ariccia ed è morta per le ferite riportate. L’appartamento dove viveva è stato ora posto sotto sequestro.
Nel sopralluogo, effettuato dalla Procura di Velletri con i carabinieri, è stato acquisito anche un secondo cellulare: trovato scarico in un cassetto, sarà analizzato insieme al telefono principale, già in mano agli inquirenti, per verificare contatti, messaggi e chiamate. La Procura procede al momento contro ignoti con l’ipotesi di istigazione al suicidio. All’inizio della prossima settimana i pm sentiranno come persona informata sui fatti il compagno della donna, un operatore socio sanitario di 30 anni: era l’unico presente in casa al momento dell’accaduto, non risulta indagato.
La sua testimonianza potrà aiutare a ricostruire con precisione le ultime ore di Denise, 35 anni che dal 2018 era uscita dal programma di protezione e si era provata a ricostruire una vita, diventando anche madre. Resta da capire se ci fossero indizi precedenti di disagio o se, invece, Denise possa essere stata intimidita o spaventata. Non ha lasciato lettere o messaggi, nemmeno per il figlio.