"La verità si è affermata"

Vittorio Sgarbi assolto per le consulenze pagate: nessun danno per le casse dello Stato

La Corte dei conti ha respinto la richiesta della procura contabile che chiedeva un risarcimento di oltre 200mila euro a favore del ministero della Cultura

di Erika Sità

Non c'è stato alcun danno erariale per le casse dello Stato. Arriva un'altra assoluzione per Vittorio Sgarbi: la Corte dei conti ha infatti respinto la richiesta della procura contabile che chiedeva al critico d'arte un risarcimento di oltre 200mila euro a favore del ministero della Cultura per le 121 prestazioni professionali svolte mentre era sottosegretario. Vicenda che portò poi alle sue dimissioni. I giudici hanno così stabilito che il ministero della Cultura dovrà versare a sgarbi 3.500 euro per le spese sostenute durante il giudizio. Secondo i giudici contabili, le conferenze e gli interventi - per lo più sulla storia antica - che gli venivano contestati non avevano a che fare con la sua delega. Sgarbi avrebbe solo "esercitato diritti e libertà fondamentali". "Sono felice che la verità si sia affermata" ha fatto sapere Sgarbi dopo la sentenza.