

Crisi di Ceuta, il sottosegretario Morelli a Tgcom24: "Città militarizzata, l'Europa deve difendere i propri confini"
A oggi ci sono ancora più di 5mila clandestini per le strade dell'exclave spagnola in Marocco: "Ecco quali mosse dovrebbe attuare l'Ue"
Il sottosegretario di stato alla presidenza del Consiglio dei ministri Alessandro Morelli in visita a Ceuta, l'exclave spagnola in Marocco al centro di una crisi migratoria senza precedenti. "La situazione è questa: Ceuta è una città di 85mila abitanti che ha subito l'invasione di 72mila immigrati clandestini dal Marocco - le parole del sottosegretario a Tgcom24 - A un mese dai fatti sono venuto qui per verificare la reazione della popolazione residente. Che è stata una reazione molto civile per una situazione così grave".
"Città militarizzata" -
Ceuta è oggi una città militarizzata: "Per le strade ci sono migliaia di poliziotti e militari con armi ed elmetti. A oggi ci sono ancora 5/10mila clandestini che sono confinati nella zona vicina all'ospedale, mentre prima bivaccavano nelle strade e sulle spiagge". Per Morelli, questo è il momento in cui l'Europa "deve prendere una posizione chiara sul controllo dell'immigrazione clandestina".
Le mosse dell'Europa -
Tre le mosse che l'Europa dovrebbe mettere in campo per il sottosegretario: "Chiudere i porti, attuare una giusta ridistribuzione delle persone che ci sono in Europa il cui status deve essere ancora verificato e poi istituire dei luoghi fuori dall'Europa per allontanare i clandestini, come prevede il progetto Italia in Albania".
"Posizioni assurde di alcuni Paesi" -
Infine un'ultima considerazione, sempre da Ceuta: "Questo è territorio europeo e tutta l'Europa deve difendere i propri confini. Ci sono Paesi che dicono di voler rispedirci i clandestini quando a portare queste persone sulle nostre coste sono imbarcazioni, spesso ong, che battono bandiere proprio di quegli stessi Paesi. Siamo all'assurdo".