

Migranti, cooperative dell'accoglienza rischiano la chiusura
Gli arrivi crollano e migliaia di strutture, che hanno costruito il loro business sui migranti, rischiano di chiudere. Ora le cooperative guardano ai "dublinanti""
Niente migranti, quindi niente guadagni: è l'equazione indigesta per molte cooperative che sull'accoglienza hanno costruito il proprio business. Il crollo degli sbarchi, pari al 54% rispetto al 2025, ha infatti lasciato praticamente vuoti i cosiddetti CAS, i Centri di accoglienza straordinaria gestiti dalle cooperative. Si tratta di circa 5mila strutture, con una capacità complessiva di accoglienza fino a 80mila persone.
Ma i migranti arrivati dall'inizio dell’anno sono appena 18 mila. Una sproporzione abissale tra domanda e offerta che sta mettendo in difficoltà il sistema. Uno dopo l'altro, molti bandi non sono stati rinnovati e le cooperative annaspano: con le stanze vuote, infatti, vengono meno anche i rimborsi. Per evitare la chiusura definitiva, ora guardano con speranza ai cosiddetti "dublinanti", individuandoli come nuovi potenziali ospiti e come possibile fonte di inattesi guadagni. Ma il tempo stringe e molti centri hanno già iniziato a chiudere. È accaduto già in Abruzzo, Veneto, Sicilia, Lombardia e Toscana.