

La guerra si decide nello Stretto di Hormuz, tra conflitti e disastri ambientali
L'Iran rivendica il controllo del canale, gli Usa proseguono l'occupazione militare: nel mezzo, l'ecosistema marino è al collasso
Sei mesi di conflitto nelle acque di Hormuz, lo stretto che tiene in ostaggio le economie del pianeta e in allerta praticamente tutte le potenze militari. "Gli Stati Uniti hanno fatto male i conti", ripete da settimane il ministro degli Esteri iraniano Aragchi. L'Iran, a oggi, rivendica il pieno controllo del canale, che resta bloccato fino a quando non otterrà il riconoscimento delle proprie richieste. Dall'altra parte proprio gli Usa, che da fine febbraio occupano lo specchio d'acqua al largo dell'Oman con la propria Marina. In mezzo c'è lo Stretto vero e proprio, dove è in corso un disastro ambientale tra chiazze di greggio riversate, scorie militari e carcasse arrugginite a minacciare l'ecosistema marino.