Tanti e quotidiani i messaggi

Attentato a Sigfrido Ranucci, le conversazioni strette con Lavitola: spunta anche una foto

Per il gip, Lavitola avrebbe voluto rendere Ranucci un bersaglio della criminalità organizzata, così non avrebbe perso la conduzione del programma tv

di Andrea Noci

In un selfie quelli che per la procura sono vittima, mandante e attentatore. Sigfrido Ranucci, sorridente. Ai lati Valter Lavitola e il suo factotum Gomes Tavares. Ma oltre a questo selfie, a confermare lo stretto rapporto fra Ranucci e Lavitola, ci sono anche tante conversazioni quotidiane fra i due. "Tutto ok? Posso esserti utile?". E Ranucci: “Sono stanco. Potresti prestarmi Gomes…”. Per il gip, Lavitola avrebbe voluto rendere Ranucci un bersaglio della criminalità organizzata, così non avrebbe perso la conduzione del programma tv come temeva Ranucci e preparato la discesa in politica del giornalista.