La storia di Fraggle

Mamma delfino non lascia il cucciolo morto per sei giorni: la storia che commuove il mondo

Il cetaceo ha continuato a sostenere il corpo senza vita del suo piccolo per quasi una settimana: non è la prima volta che accade, ecco perché

Per sei giorni ha trasportato sul dorso il corpo del suo cucciolo morto ad appena due settimane di vita, senza mai separarsene, il quarto che aveva perso. Protagonista della vicenda è Fraggle, una femmina di delfino tursiope che vive nelle acque dell'Australia e che è monitorata dai ricercatori del Geographe Marine Research, organizzazione impegnata nella tutela delle balene e dei cetacei. Le immagini del suo comportamento hanno rapidamente fatto il giro del mondo, alimentando interrogativi sulla capacità degli animali di affrontare la perdita di un proprio simile. Secondo gli esperti, quello mostrato non si tratta di un episodio isolato: è un comportamento definito "epimeletico", già documentato in numerose specie di cetacei. Questa particolare forma di assistenza viene messa in atto quando un individuo del gruppo è in difficoltà. I compagni lo sostengono dal basso per aiutarlo a raggiungere la superficie e respirare, una necessità fondamentale per questi mammiferi marini. Lo stesso comportamento può continuare anche quando il cucciolo è ormai privo di vita. La madre, pur percependo probabilmente la morte del piccolo, continua a mantenerlo a galla come se stesse ancora tentando di aiutarlo. Un atteggiamento che può protrarsi per ore o persino per diversi giorni, variando da individuo a individuo e da specie a specie.

Non è corretto parlare di lutto umano -

 Le immagini di Fraggle hanno inevitabilmente evocato il concetto di lutto, ma gli studiosi invitano alla prudenza. Attribuire agli animali emozioni identiche a quelle umane rischia infatti di portare a interpretazioni antropomorfiche. Gli scienziati preferiscono parlare di elaborazione della perdita, un processo che riconosce l'esistenza di una dimensione emotiva complessa nei cetacei senza sovrapporla a quella dell'uomo. Le ricerche degli ultimi anni mostrano infatti che delfini, orche e altre specie possiedono sofisticate relazioni sociali, strutture familiari articolate e forme di trasmissione culturale.