L'inchiesta della procura di Brindisi

Sea Watch e il sospetto incontro con gli scafisti in mezzo al Mediterraneo

La Ong avrebbe caricato sulla sua nave una sessantina di persone, dopo averle "salvate" da una lancia di scafisti"

di Alessandro Tallarida

Tutto fuorché un appuntamento al buio: è forte il sospetto degli inquirenti davanti a queste immagini registrate dall'aereo di sorveglianza Eagle 1 di Frontex. Da un lato la Sea Watch 5, dall'altra un gommone con una sessantina di persone a bordo. 5 sarebbero scafisti: tuta paramilitare verde, viso coperto, forse sono anche armati. L'aereo di Frontex è proprio sopra di loro, registra video e scatta foto, alcune pubblicate in esclusiva dal quotidiano "Il Giornale". 

È l'11 maggio scorso, poco più di 27 miglia dalle coste libiche. La Sea Watch 5 è in navigazione da giorni; l'imbarcazione degli scafisti è invece partita quella mattina all'alba. Ha motori potenti ma li tiene al minimo: si ferma quasi in sosta quando raggiunge un punto che sembra casuale in mezzo al mare, che peraltro quel giorno è particolarmente calmo. Tutto appare tranquillo, nessuna emergenza segnalata o richiesta di soccorso inviata. Eppure è in quel momento che la storia diventa interessante per la procura di Brindisi: perché proprio lì, in quello stesso identico specchio d'acqua, arriva la nave della Ong. Una coincidenza che non può non suscitare perplessità. Invia due gommoni ad affiancare gli scafisti. Comincia un lento e ordinato trasbordo. 

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