

Esplosione in una fabbrica di fuochi d'artificio nel Reatino
Le vittime hanno 60 e 30 anni. Nell'esplosione sono rimasti feriti altri tre operai, uno in modo gravissimo. La tragedia riporta alla memoria il drammatico incidente avvenuto nella stessa azienda nel 2022, quando morirono tre persone
Sono una madre di 60 anni e il figlio di 30 le due vittime dell'esplosione avvenuta in una fabbrica pirotecnica a Sant'Anatolia di Borgorose, in provincia di Rieti. La deflagrazione si è verificata intorno alle 9 del mattino all'interno di un edificio, completamente crollato, dove venivano trattati i materiali utilizzati successivamente per il confezionamento dei fuochi d'artificio.
Il figlio, Simone Colle, risultava regolarmente assunto nell'azienda, mentre la posizione lavorativa della madre è ancora da chiarire. Secondo le prime informazioni, potrebbe aver lavorato senza contratto, ma non è escluso che si trovasse sul posto soltanto per portare la colazione al figlio. Nell'esplosione sono rimasti coinvolti anche altri tre operai, tutti feriti: uno è in condizioni molto gravi.
La tragedia richiama quanto accaduto nella stessa azienda tre anni fa, sempre nel mese di luglio. Anche allora una violenta esplosione provocò tre vittime, ma l'incidente avvenne in un laboratorio non autorizzato, ricavato all'interno di un'abitazione privata utilizzata per la preparazione dei fuochi d'artificio. Secondo gli accertamenti, il disastro fu causato da un ritorno di fiamma. Persero la vita Franco, Anna e Claudio Colle, padre e due figli, tutti residenti ad Avezzano e parenti delle due vittime dell'esplosione avvenuta oggi.
Dopo quell'incidente la Pirotecnica Mattei era rimasta chiusa per diverso tempo e aveva riaperto solo di recente, in seguito al patteggiamento a quattro anni di reclusione dei fratelli Fabrizio e Gaetano Mattei. I due erano stati processati con le accuse di detenzione di materiale esplodente in un sito non autorizzato, caporalato e morte come conseguenza di altro delitto.