

Il Papa ai lampedusani: "Non lasciamoci vincere dalla paura, O'scia!"
A conclusione dell'omelia nello stadio dell'isola, davanti a 4mila fedeli, il pontefice pronuncia il saluto tipico locale, traducibile con "Mio respiro"
vi"Non lasciamoci vincere dalla paura, ma guardiamo alle fatiche quotidiane come a un tempo di opportunità e testimonianza. Torni la venerata immagine" della Madonna di Porto Salvo "a parlarvi con la forza di un tempo, quando chi ve ne ha trasmessa la devozione", "abbiamo tutti in Dio un porto sicuro, e ogni comunità cristiana è chiamata a esserne un riflesso sulla terra. E a voi, comunità di Lampedusa e Linosa, non manchi mai il respiro della fede, della speranza e della carità: "O'scià!". Così il Papa conclude la sua omelia dall'isola di Lampedusa usando la formula di saluto dei lampedusani, una parola che potrebbe essere tradotta come "Mio respiro".