

Milano, in 350mila al Pride nonostante il grande caldo | Presenti anche Sala e Schlein: "Serve legge contro l'omotransfobia"
Il sindaco conferma la nascita di un Rainbow Center in città, la leader Pd sottolinea: "Siamo"tra i più retrogradi sul riconoscimento dei diritti Lgbtq+"
Sotto il sole cocente, sfidando il caldo e sfilando uniti attorno alla bandiera arcobaleno. Sono stati in 350mila, secondo gli organizzatori, le persone che hanno preso parte al Pride di Milano. Iniziativa per rivendicare i diritti della comunità LGBTQIA+ organizzata da Cig Arcigay Milano in collaborazione con le associazioni del coordinamento Arcobaleno e con il patrocinio del Comune di Milano. Negli ultimi metri del corteo, poco prima di raggiungere l'Arco della Pace, si è unito anche il sindaco Giuseppe Sala che, a margine, ha dichiarato: "È chiaro che ognuno deve fare un po' la sua parte e chi è in Parlamento deve pensare a una legge contro l'omotransfobia credo che ce ne sia bisogno".
"La città avra un Rainbow Center" -
Il sindaco Sala inoltre ha aggiunto che, come da promesse, "la città avrebbe avuto un Rainbow Center e ce l'avrà prima della fine del mandato". "Abbiamo lanciato un bando per uno spazio che è al Mudec - prosegue - all'inizio del 2027 sarà in assegnazione a qualcuno che occuperà questa funzione". "Rainbow Center vuol dire avere uno spazio per fare educazione psicologica, legale, sanitaria e ovviamente anche eventi e socializzazione. Quindi, ripeto, ognuno faccia un po' la sua parte" ha concluso il primo cittadino.
Schein: "L'italia tra più retrogradi sul riconoscimento dei diritti Lgbtq+" -
"C'è un dato abbastanza impressionante, ogni anno c'è una classifica che è fatta da Ilga Europe che raccoglie tante associazioni che si occupano dei diritti LGBTQ+ e fanno una mappa dell'Europa in cui il nostro Paese è sempre più scuro". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein a margine del Pride di Milano. "È come se ci fosse ancora un muro che divide l'Europa. Il nostro Paese è stato tra quelli più retrogradi sul riconoscimento dei diritti Lgbtq+ - ha aggiunto -. Siamo credo scivolati alla posizione 36 su 49 in Europa". "Ecco noi vogliamo portare l'Italia in Europa, più vicino a quei Paesi europei che invece hanno già approvato leggi contro l'odio, hanno già il matrimonio egualitario, il riconoscimento dei diritti delle figlie e dei figli delle coppie omogenitoriali - ha rimarcato -. È questo che bisogna fare, è una società più inclusiva e anche quella più sicura per tutti e per tutte, perché non marginalizza e non discrimina nessuno". "Quindi noi proseguiremo in queste battaglie, purtroppo sapendo che oggi con questa destra al governo non abbiamo i numeri in Parlamento, ma non vuol dire che non continueremo a batterci per riuscire ad approvare le leggi che servono - ha concluso -. E noi lo faremo naturalmente assumendo anche un impegno come abbiamo fatto recentemente in un incontro con le associazioni, con anche le altre forze dell'alleanza progressista, dove c'è una buona convergenza su questi temi".
Non sono mancati striscioni contro Vannacci -
Al Pride di Milano ci sono anche diversi striscioni contro l'ex generale Roberto Vannacci che in tv di recente ha detto che i gay hanno già tutti i diritti, "se stanno male e vanno in ospedale li curano". "Caro generale oltre a poter guidare possiamo anche essere idraulici e di cessi come te ne abbiamo sturati tanti", si legge.