

Duplice omicidio a Lucca, ipotesi premeditazione
Piero Moriconi, attualmente in carcere, non ha parlato davanti al giudice per le indagini preliminari per la convalida dell'arresto. Ma ai carabinieri che lo hanno fermato, così come a parenti e vicini arrivati sul posto dopo la strage, avrebbe ripetuto più volte alcune frasi: "Ci pensavo da tempo, mi sono liberato di loro, ho fatto quello che andava fatto"
Un pensiero maturato in venti giorni, fino a concretizzarsi dopo l'ennesimo litigio. Piero Moriconi, il muratore 63enne che ha sparato con un fucile contro la moglie Kety Andreoni e il figlio Mirko davanti alla loro casa di Camaiore, in Versilia, non avrebbe agito d'impulso. Il suo sarebbe stato un gesto premeditato: è l'ipotesi sulla quale sembra puntare la procura di Lucca, che indaga sul duplice omicidio.
L'uomo, attualmente in carcere, non ha parlato davanti al giudice per le indagini preliminari per la convalida dell'arresto. Ma ai carabinieri che lo hanno fermato, così come a parenti e vicini arrivati sul posto dopo la strage, avrebbe ripetuto più volte alcune frasi cruciali: "Ci pensavo da tempo, mi sono liberato di loro, ho fatto quello che andava fatto". Ancora sotto shock la comunità di Camaiore, che venerdì è scesa per strada per una fiaccolata silenziosa.
L'evento -
Sono state circa 200 le persone che hanno partecipato alla fiaccolata in ricordo di Kety Andreoni e il figlio Mirko. Tra queste il sindaco di Camaiore, Marcello Pierucci, che ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa durante l'evento: "La nostra comunità poteva rispondere in molti modi. Anche lasciandosi accecare dalla rabbia o dal rancore. Invece Camaiore ha risposto con l'amore e con la solidarietà nel commosso ricordo di Kety e Mirko. Abbiamo tutti la nostra parte di colpa. Istituzioni incluse, che hanno il dovere di dare un senso concreto anche a tragedie come questa, cercando di implementare azioni e servizi rivolti alla ricerca del benessere, della felicità e dell'auto-realizzazione delle persone, che rimane un diritto inviolabile di ognuno di noi. Il punto fermo, sempre, è il rifiuto di qualsiasi tipo di violenza. Vogliamo anche un mondo uguale per tutti: stessi diritti, stessi doveri, stessa dignità. Senza alcuna forma di discriminazione".