IL CASO DI MILANO

Lo studente accoltellato che abbracciò i suoi aggressori: "Sarebbe stato inumano non farlo"

Davide Cavallo, 22 anni, ha riportato lesioni permanenti. Dopo la lettura della sentenza che ha condannato Alessandro Chiani e Ahmed Atia, il gesto che ha commosso il Paese

Si è chiuso con uno straordinario gesto di umanità il processo per l'aggressione a Davide Simone Cavallo, tenutosi lo scorso 20 maggio. Dopo la lettura della sentenza che ha condannato a vent’anni di reclusione Alessandro Chiani per tentato omicidio e rapina, e a dieci mesi e venti giorni Ahmed Atia per omissione di soccorso, la vittima si è avvicinata ai suoi aggressori per abbracciarli. Cavallo ha commentato così il suo gesto: "Penso che l’esperienza fisica sia imprescindibile nell’uomo. Trovo inumano il discutere della mia e della loro vita senza neanche stingerci la mano".

Il perdono -

 Non solo un abbraccio, Cavallo guarda con speranza i ragazzi che lo hanno aggredito: "Se nemmeno Dio si propone di giudicare un uomo fino all’ultimo dei suoi giorni, perché dovremmo farlo noi? Il fatto che siano giovani mi dà speranza". Cavallo racconta di aver visto con i propri occhi gli effetti del dialogo e del perdono. "La mia apertura alla comprensione ha avuto conseguenze positive su di loro. Il ragazzo che è stato scarcerato (Ahmed Atia, ndr) mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: Sto imparando più in questi sei mesi che in tutta la vita. La mia vita ricomincerà da ora".