gli effetti sugli italiani

Iran, dai carburanti alla frutta: ecco i settori maggiormente colpiti dai rincari

Secondo l'Unione Nazionale Consumatori, il prodotto con l'aumento maggiore è il gasolio da riscaldamento, salito del 32,6 per cento

di Stefania Scordio

La guerra in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz stanno lasciando un segno sempre più evidente sull’economia globale, ma soprattutto sul portafoglio delle famiglie. In Italia gli effetti si vedono già nei prezzi di energia, carburanti e beni alimentari, con rincari che in pochi mesi hanno modificato il costo della vita. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, il prodotto che ha registrato l’aumento più consistente dall’inizio del conflitto è il gasolio da riscaldamento, salito del 32,6 per cento in appena tre mesi. Seguono i supporti per la registrazione digitale, come CD e DVD, con un incremento del 28,6 per cento, e il noleggio e la riparazione di articoli sportivi, aumentati del 22,4%. Tra le voci più colpite figurano anche diversi prodotti ortofrutticoli, con rincari anche superiori al 20 per cento, mentre il gasolio auto segna un +17,5 per cento. Un aumento considerevole è anche quello della benzina, cresciuta a maggio del 6,9 per cento in un solo mese.