

"U Siccu voleva il 10%": i pentiti svelano l'impero economico di Matteo Messina Denaro
Le intercettazioni dei collaboratori ricostruiscono il sistema del padrino di Castelvetrano: "Era socio dappertutto"
Dalle tangenti sugli affari della droga ai milioni riciclati all'estero, fino ai resort di lusso in Spagna e ai conti offshore. Le nuove rivelazioni dei pentiti aprono uno squarcio sul tesoro economico di Matteo Messina Denaro. Il neo collaboratore Vincenzo Spezia racconta ai pm antimafia il metodo del boss: "Non voleva il pizzo, voleva il dieci per cento". Intanto le intercettazioni della Guardia di Finanza riportano al 2016, quando il padrino, sotto falso nome, si preparava a un intervento per ernia mentre i suoi uomini raccoglievano denaro "per l'amico Matteo". Sequestrati beni per oltre 200 milioni di euro tra Italia e paradisi fiscali.