

Dennis Bonn (Trentino DataMine) racconta a Tgcom24 il data center dentro a una montagna in Val di Non
"Siamo partiti dal presupposto che non ci possa essere crescita senza digitale, ma questa non può essere sostenibile se non c'è rispetto per l'ambiente"
Un data center all'interno delle Dolomiti, in Val di Non, in una miniera, per sfruttare le condizioni climatiche, a 100 metri di profondità sotto terra. "Siamo partiti dal presupposto che non ci possa essere crescita senza digitale ma questa crescita non può essere sostenibile se non c'è rispetto per l'ambiente", ha spiegato Dennis Bonn, di Trentino DataMine, intervenendo a Tgcom24. "C'è chi pensa di mettere i data center nello spazio, sotto terra o sotto il mare, noi lo abbiamo messo all'interno di una montagna con una caratteristica unica: è asciutta e con una temperatura costante di 12 gradi, perché sopra di noi c'è uno strato di argilla che la rende impermeabile. Questa è la prima motivazione che ci ha permesso di farlo qui". "Poi - ha proseguito - abbiamo in Trentino una legge mineraria particolare, che permette di riutilizzare lo scarto da lavorazione mineraria e quindi di dare una destinazione civile, in questo caso un data center. E la dorsale della fibra, che attraversa tutte le valli del Trentino, che permette a questo data center di essere in un contesto fuori dalle normali rotte digitali e quindi dai contesti urbani, in un ambiente naturale, una montagna compatta, un contesto che viene lasciato intatto e preservato". "Lo abbiamo potuto realizzare - ha sottolineato - grazie al contributo del Pnrr, che con 18 milioni e mezzo contribuisce a un impegno finanziario di 50 milioni complessivi, coperti da quattro investitori privati, in partnership con l'Università di Trento. Una sfida che abbiamo colto e raggiunto con successo".