La chiamano Shakira

La borseggiatrice seriale di Venezia patteggia: "Era un momento duro"

Un anno e 10 mesi la pena ma il pagamento della multa farà scattare la liberazione

"Mi assumo la piena responsabilità di quello che ho fatto. Era un periodo difficile, in quel momento non sapevo quello che stavo facendo: ero incinta, aspettavo la mia bambina, e ho agito senza pensare. Ora però sto meglio, qui in casa con il mio compagno". Un mea culpa, una giustificazione  e la promessa di risarcire «non appena la disponibilità economica glielo consentirà", come ha rimarcato il suo avvocato: ero incinta, aspettavo la mia bambina, e ho agito senza pensare. Ora però sto meglio, qui in casa con il mio compagno