IL PRESTIGIO CINESE

Putin vola a Pechino per incontrare Xi Jinping

È ormai un prestigio solido, riconosciuto, quello di cui gode la leadership cinese, sempre più al centro della rete di relazioni internazionali funestata da conflitti e minacce

di Luca Pesante

È ormai un prestigio solido, riconosciuto, quello di cui gode la leadership cinese, sempre più al centro della rete di relazioni internazionali funestata da conflitti e minacce. Nel giro di pochi giorni Xi Jinping ha prima ricevuto il presidente americano, Donald Trump, mentre tra poche ore stringerà di persona la mano a quello russo, Vladimir Putin. La distanza ravvicinata tra i due vertici è di per sé un messaggio al mondo: è Pechino il perno strategico del triangolo delle tre maggiori potenze nucleari del mondo. Il bilaterale sarà dominato dal tema dell'energia, intrecciato a quello della guerra: Mosca spera di ricevere un via libera al gasdotto power of Siberia 2, che permetterebbe di vendere 50 miliardi di metri cubi di gas all'anno proprio al dragone. Quella che i due presidenti definirono due anni fa una "partnership senza limiti" è un legame che si è rafforzato con le sanzioni occidentali contro l'invasione in ucraina. Proprio da Kiev, il presidente Zelensky sottolinea gli ultimi raid del Cremlino sul suo Paese, accendendo la miccia di un possibile incidente diplomatico alla vigilia del vertice di Pechino. Un missile russo avrebbe colpito una nave cinese nel mar Nero. I russi non potevano non sapere cosa stavano attaccando", dice il leader ucraino, che poco dopo sferza gli alleati europei, invitandoli a fornire il nome di un mediatore per avviare definitivamente i colloqui di pace.