

Messico, gli insegnanti in sciopero minacciano cattedre vuote durante i Mondiali
"Se non si aumentano i salari e non si aboliscono le ultime riforme, il pallone non girerà"
Salari bassi e riforme poco gradite hanno portato in piazza centinaia di docenti e attivisti, che hanno sfilato per le strade di Città del Messico in occasione della Giornata degli insegnanti chiedendo aumenti e cambiamenti politici. I leader sindacali sono determinati a ottenere quanto rivendicano, arrivando a minacciare uno sciopero nazionale che potrebbe compromettere l'apertura dei Mondiali di calcio del 2026 il mese prossimo.
I manifestanti del sindacato degli insegnanti Coordinamento Nazionale dei Lavoratori dell’Istruzione (Cnte) hanno marciato dai viali del centro fino allo Zócalo, la piazza principale della capitale, suonando tamburi e intonando slogan. Mobilitazione che arriva nonostante l'annuncio da parte del governo di un aumento salariale del 9%, che la Cnte ha respinto in quanto insufficiente. Il sindacato chiede il raddoppio degli stipendi e la revoca delle precedenti riforme dell'istruzione. Pedro Hernandez Morales, segretario generale della Sezione 9 della Cnte a Città del Messico, ha avvertito che se le richieste non saranno soddisfatte prima dell'11 giugno, quando Città del Messico ospiterà la partita di apertura dei Mondiali, “il pallone non girerà”, minacciando uno sciopero nazionale degli insegnanti.