il reportage

Uno sguardo sull'Armenia, il crocevia tra Europa e Asia nel mirino di Putin

Il nostro racconto dal piccolo Paese caucasico: circondato dalle montagne, la sua storia è segnata dalle tensioni con l'Azerbaijan e dal genocidio del 1925

di Desideria Cavina e Francesca Canto

Incastonato nel Caucaso, l'Armenia è un piccolo Paese che funge da crocevia nelle relazioni politiche ed economiche tra Europa e Asia, grazie anche alla sua posizione geografica. La sua storia è costellata di violenza e tensioni: dal genocidio del 1915, con un milione e mezzo di morti, ai due recenti conflitti col Nagorno-Karabakh, regione contesa e ora ceduta al vicino Azerbaijan dopo difficilissime trattative. L'importanza dell'Armenia per l'Ue è stata sancita dal recente summit della Comunità politica europea svoltosi nella capitale Erevan e dove i leader europei (e non solo) hanno discusso di energia e Ucraina. Una mossa che secondo il presidente russo Vladimir Putin avvicina "pericolosamente" Erevan a Bruxelles.

Sulla capitale, dove si concentra più di un terzo della popolazione, incombe il monte Ararat, oggi in territorio turco ma sacro agli armeni: qui si arenò l'arca di Noè dopo il diluvio universale. Il nome e la sagoma della vetta, sempre innevata a 5.000 metri di altitudine, sono ovunque, dal profumatissimo brandy amato da Churchill al cioccolato. 

Da secoli in Armenia si gioca a scacchi, disciplina obbligatoria fin dalle elementari e si intrecciano tappeti con gli stessi nodi doppi che si tramandano da generazioni: un'eredità culturale cui i giovani sono legatissimi e che sottolineano anche colorando le strisce pedonali della capitale, trasformandole in arazzi preziosi.