da salvatore parolisi a michele misseri

I casi più celebri di soliloquio in auto, la "trappola" che ora potrebbe incastrare Andrea Sempio

Sono diversi i casi di omicidi in Italia risolti anche grazie alle registrazioni dei presunti colpevoli colti in un momento di solitudine

di Alessio Fusco

A volte il peggior nemico di un sospettato non è una prova scientifica o un testimone oculare, ma la sua stessa voce. Nel vuoto di una stanza o nell’abitacolo di un’auto riempita di cimici, la solitudine diventa una trappola. Potrebbe essere così anche per Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi anche in base agli audio registrati nella sua vettura mentre parla da solo del delitto e di Chiara. Parole che secondo la Procura di Pavia sconfesserebbero la sua versione, quella di non aver avuto mai rapporti diretti con lei. Emblematico, in tema di processi e soliloqui, il caso di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’Esercito condannato per aver ucciso la moglie Melania Rea. Ma è ad Avetrana, nel giallo di Sarah Scazzi del 2010, che il soliloquio si fa confessione piena. Michele Misseri, lo zio, anche lui nella sua auto, dopo essere stato scarcerato diventa un fiume in piena.