come lo descrivono i suoi avvocati

Garlasco, Stasi con una speranza in più rispetto al passato ma sempre "coi piedi per terra"

Quando l'avvocato Giada Bocellari lo ha messo al corrente dell'ormai nota intercettazione contestata a Sempio, in cui secondo l'accusa ammetterebbe di fatto l'omicidio, non sarebbe riuscito a trattenere la commozione, dicendosi basito

di Giuseppe Facchini

Le lacrime al telefono con la sua legale, una rapida cena a casa di un amico e poi il rientro nel carcere di Bollate. Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di pena per l'omicidio di Chiara Poggi, ha saputo della svolta nelle indagini della procura di Pavia mentre era al lavoro in semilibertà in un'azienda di Milano, dove da circa un anno svolge attività di contabile.

Quando l'avvocato Giada Bocellari lo ha messo al corrente dell'ormai nota intercettazione contestata a Sempio, in cui secondo l'accusa ammetterebbe di fatto l'omicidio, Stasi non sarebbe riuscito a trattenere la commozione, dicendosi basito. Non ha mai creduto che i suoi video intimi con Chiara fossero stati visti da qualcuno, tanto meno dal nuovo indagato, che a suo dire non sapeva neppure dove fossero conservati tali filmini. 

Sempre composto, Stasi dice di avere ancora fiducia nella giustizia e negli "uomini di buona volontà". E insieme ai suoi avvocati, che lo descrivono con una speranza in più rispetto al passato ma sempre "coi piedi per terra", starebbe valutando in maniera concreta la possibile richiesta di una sospensione della pena.