nonostante il contesto internazionale

Agroalimentare italiano resiliente e in crescita

E' quanto è emerso dal Food summit 2026

di Stefania Scordio

In un contesto internazionale segnato da volatilità geopolitica, inflazione e nuove tensioni commerciali, l’agroalimentare italiano continua a dimostrare una capacità di adattamento che va oltre la semplice tenuta. E' quanto è emerso dal Food summit 2026: il settore cresce, investe e ridefinisce le proprie priorità puntando su qualità, filiere corte, innovazione e autonomia energetica. Nel 2025 l’export agroalimentare italiano ha raggiunto quasi 71 miliardi segnando una crescita del 5,2%.

A trainare il risultato sono soprattutto i mercati europei, con performance particolarmente positive in Polonia con +17,7%, Spagna con un incremento del 13%, seguono Francia e Germania. Più complessa la situazione negli Stati Uniti, dove le esportazioni registrano una flessione del 4,5%, portando le imprese italiane ad accelerare le strategie di diversificazione e a guardare con maggiore attenzione sia ai mercati emergenti sia a nuove destinazioni ad alto potenziale.

Autonomia energetica come leva per difendere la marginalità: la filiera del comparto assorbe circa l’11% dei consumi finali dell’industria italiana e, in alcune produzioni particolarmente energivore come lattiero-caseario, carni e beverage, questa voce può incidere fino al 15% dei costi operativi.