

Iran, Trump: "Non userò l'atomica". Spagna fuori dalla Nato?
Una mail interna del Pentagono ipotizza la sospensione di Madrid dall'Alleanza atlantica. Intanto Araghchi, Witkoff e Jushner sono in volo verso Islamabad
Donald Trump è pronto a colpire duramente l’Iran se non ci sarà un accordo. “Non userò l’arma nucleare - afferma il Presidente - perché non serve. Abbiamo il pieno controllo dello Stretto di Hormuz”. Il tycoon ribadisce di puntare sul negoziato: “Voglio un grande accordo, non ho fretta. In Vietnam siamo rimasti 18 anni”.
L'1 maggio saranno trascorsi 60 giorni dall’inizio della guerra e, per la Costituzione americana, il presidente dovrà ottenere il via libera del Congresso, salvo un’altra proroga di un mese per riportare a casa le truppe, per continuare a combattere. Mentre la terza portaerei americana è giunta in Medio Oriente e i generali hanno pronti i piani per distruggere le postazioni iraniane nello Stretto di Hormuz, il Pakistan ha trasmesso all’Iran nuove proposte per i colloqui con gli Stati Uniti. A Teheran però il presidente del Parlamento, Ghalibaf, capo della squadra negoziale, si sarebbe dimesso per i disaccordi interni. Il ministro degli Esteri Araghchi è invece in partenza per il Pakistan, dove sarebbero diretti anche gli inviati americani Witkoff e Kushner.
La furia di Trump poi si riversa di nuovo sugli alleati che hanno rifiutato il loro appoggio. Una email interna del Pentagono ipotizzerebbe misure contro alcuni Paesi, tra cui la Spagna, con una “sospensione” dalla Nato, in realtà non prevista nel trattato, e per la Gran Bretagna, che perderebbe il sostegno americano nella controversia per le isole Falkland in Argentina. “Mi baso solo su documenti ufficiali”, risponde il premier spagnolo, mentre da Londra si riafferma la sovranità britannica sulle sperdute isole dell’Atlantico.