

Nave iraniana catturata negli Stati Uniti: trasportava armi cinesi?
Teheran parla di "atto di pirateria". L'imbarcazione, ormeggiata per settimane in Cina, era attenzionata da tempo dagli Usa
L’invito via radio a fermarsi e a evacuare la sala macchine, poi le cannonate per bloccare i motori, quindi il sequestro da parte dei marines. Domenica 19 aprile la nave cargo Touska battente bandiera iraniana è stata fermata e abbordata dalle forze armate americane vicino ad Hormuz. Non era una nave scelta a caso e sul suo carico è un mistero dopo che Trump ha puntato il dito contro la Cina affermando: "Era un loro regalo, non è carino". La portacontainer era tenuta d’occhio da tempo dall’intelligence americana: apparterrebbe a una compagnia di Teheran sotto sanzioni dal 2018 perché sospettata in passato di aver trasportato armi e propellente per missili. La Touska era diretta verso il porto iraniano di Bandar Abbas, sfidando il blocco imposto dagli Stati Uniti, dopo essere rimasta diverse settimane in Cina. Dopo una prima ispezione a bordo il comando centrale americano ha riscontrato metalli, tubi e componenti elettronici: materiali considerati dual use, cioè adatti all’utilizzo industriale ma anche militare. Ma forse c’è di più, tanto da spingere Trump a parlare di "regalo cinese". Dura la reazione di Teheran che ha definito l’accaduto "un atto di pirateria", Pechino ha invece smentito.