IN UN VILLAGGIO DEL SUD DEL LIBANO

Soldato israeliano colpisce con una mazza la statua di Gesù in croce

L'esercito annuncia un'indagine. Il ministro degli Esteri Tajani: "Atto di violenza contro i cristiani"

di Elia Milani

Dopo 26 anni Israele torna a occupare vaste aree del sud del Libano. Pochi i civili rimasti in queste terre, fatta eccezione per alcuni villaggi cristiani. Ed è proprio in uno di questi piccoli centri che un soldato israeliano è stato fotografato mentre colpisce con una mazza la statua di Gesù in croce. L'esercito ha annunciato un'indagine, il governo israeliano condanna il gesto: il soldato è stato identificato, come riferisce un portavoce dell'Idf all'Ansa, sottolineando che ''l'inchiesta è in corso e i risultati verranno presentati al pubblico una volta ultimata''. Il ministro degli Esteri Tajani parla di "un atto di violenza contro i cristiani". L'Assemblea degli Ordinari cattolici di Terra Santa ha espresso "profonda indignazione" e "condanna senza riserve" per la profanazione e distruzione dell'immagine di Gesù Crocifisso, in una nota a firma del card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, che parla di un gesto "grave affronto alla fede cristiana" e si inserisce in "altri episodi segnalati di profanazione di simboli cristiani". L'Assemblea denuncia "un preoccupante fallimento nella formazione morale e umana" e rilancia il monito di Leone per una pace "disarmata e disarmante".