

Giovani e social, Pellai (psicoterapeuta) a Tgcom24: "Questa è la generazione con i peggiori indicatori di salute mentale degli ultimi 50-70 anni"
Il contributo di Alberto Pellai, medico psicoterapeuta dell'età evolutiva e scrittore sul rapporto dei giovani con i social, i rischi della rete, anche facendo riferimento agli ultimi casi di cronaca
"La sfida grande è far trovare i giovani pronti per il principio di realtà, cioè per quello che il mondo reale chiede a un futuro adulto. Il dato di fatto è che per diventare grandi devi compiere alcuni movimenti fondamentali, cioè devi spostarti da dentro a fuori, da luoghi protetti a luoghi dove ti confronti anche con un rischio che devi imparare a sostenere, gestire e prevedere e poi devi spostarti dal territorio della protezione a quello dell'esplorazione", dichiara ai microfoni di Tgcom24 Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta e scrittore. "Devi appartenere a una comunità, il dato di fatto è che i nostri figli appartengono a molte communities, sono molto meno dentro alla comunità, spendono tantissimo tempo libero nel mondo virtuale e non nel mondo reale. Questo ha reso la loro musculatura emotiva, cognitiva e socio-relazionale molto fragile", continua Pellai.
"Il dibattito intorno ai social media e al mondo online si è spostato da un fronte puramente educativo, lo relegavo alle decisioni e scelte di mamma e papà, eventualmente della scuola e questo tema oggi è diventato di sanità pubblica", evidenzia Pellai. "La scienza ha prodotto evidenze che correlano un accesso precoce e intenso nel mondo dei social media con un aumentato rischio, in particolare a carico della salute mentale del pre-adolescente e dell'adolescente. Questa è in assoluto la generazione di adolescenti con i peggiori indicatori di salute mentale degli ultimi cinquanta-settant'anni", aggiunge.