

Furto di quadri a Parma, Carlotta Predosin a Tgcom24: "Rapina preventivata e compiuta con attenzione e intelligenza"
L'analisi della Art Security Manager al furto avvenuto alla Fondazione "Magnani Rocca"
Dopo il furto dei tre dipinti alla Fondazione "Magnani Rocca" di Traversetolo, in provincia di Parma, la Art Security Manager Carlotta Predosin a Tgcom24 prova ad analizzare le cause e il perché i ladri sono riusciti a scappare con tre opere di enorme valore economico e non solo. "Più che falle parlerei di vulnerabilità" dice Predosin "Che sicuramente i ladri avevano studiato con estrema attenzione, prima di compiere l'atto. Perché siamo davanti a un furto compiuto con attenzione e intelligenza, con estrema cautela e chissà da quanto tempo ragionato e preventivato".
Soffermandosi proprio sulle possibili vulnerabilità in termini di sicurezza, della Fondazione a Parma, ma anche di tanti altri musei in Italia, Predosin dice: "Per fare un esempio delle vulnerabilità, queste partono da un punto chiave: l'equilibrio tra accessibilità e messa in sicurezza di questi luoghi. Da una parte va assicurata la fruizione delle opere, dall'altra però abbiamo anche il dovere di mettere in sicurezza per trasmetterle alle future generazioni. Questo equilibrio ci pone un continuo studio sui rischi che possono esserci all’interno delle strutture museali a seconda dei diversi scenari. Quindi, le vulnerabilità tipiche di questo tipo di furti sono una configurazione allestimento che deve pensare a sistemi di protezione attivi come telecamere e sensori a contatto fatti ad hoc, ma anche dei semplici ganci che permettano di ancorare le opere ai muri e creare maggiore difficoltà a chi voglia sottrarla. Ma poi anche la presenza fisica del personale, che è fondamentale, perché questo deve essere attento e formato per ogni situazione".