

Hormuz, la più grande minaccia sono le mine
Un'operazione simile richiede mesi ed è molto complicata da attuare nel"mezzo di una guerra
Non solo droni sottomarini e missili contro le navi mercantili, la più grande minaccia messa in campo da Teheran nello Stretto di Hormuz sono le mine, difficili da rimuovere anche quando la guerra in Iran sarà finita. Gli ordigni nel tratto di mare lungo 33 chilometri, in cui transita il 30% del traffico mondiale di petrolio e gas potrebbero essere di verso tipo. La loro presenza non è certa, ma c'è un dato che preoccupa gli armatori: le imbarcazioni che hanno attraversato il canale dall'inizio del conflitto, coordinate da Teheran, non hanno seguito la tradizionale rotta. Bonificare il tratto di mare dai relitti e dagli ordigni è quindi indispensabile per garantire la sicurezza del transito. Tuttavia, un'operazione simile richiede mesi ed è molto complicata da attuare nel mezzo di una guerra. Anche scortare le navi appare improbabile.