Assolto solo nel 2012

Malagiustizia, il caso di Giuseppe Gulotta rimasto in carcere 22 anni da innocente

Accusato di far parte di un gruppo armato che ha ucciso due carabinieri verrà assolto solo nel 2012

di Alessio Campana

Alcamo Marina, provincia di Trapani, gennaio 1976. Un commando fa irruzione in una casermetta dei carabinieri. È notte fonda, due militari dormono nelle loro stanze: il primo ha diciannove anni, il secondo trentacinque. 
Il commando impugna le armi, esplode i colpi, li uccide a sangue freddo. Una orribile strage, a cui seguirà un clamoroso errore giudiziario. Perché le forze dell'ordine, pochi giorni dopo, arrestano il muratore Giuseppe Gulotta. Lo accusano di far parte del gruppo armato. È innocente, ma viene torturato per estorcergli una confessione. Senza aver mai ucciso nessuno, resterà ventidue anni in carcere. Gulotta sostiene di non aver commesso gli omicidi, i giudici non gli credono. La condanna al carcere a vita diventa definitiva. Fino a quando un ex investigatore, molti anni dopo, decide di raccontare alla procura di Trapani che quel verbale autoaccusatorio - fatto firmare a Gulotta - era stato ottenuto con pressioni. Si apre la strada alla revisione del processo. Gulotta viene assolto nel 2012.