

Daniel Gros a TgCom24: "Il conflitto in Iran non avrà un impatto duraturo sui prezzi del petrolio"
L'economista tedesco fa il punto su come la guerra sta influenzando i mercati e i prezzi dell'energia
"È chiaro, come sempre all'inizio di un conflitto del genere, che i prezzi schizzano in alto, soprattutto il petrolio, ma l'esperienza ci insegna che queste fiammate durano poco perché tutti questi Paesi che dipendono da queste esportazioni non potrebbero continuare la guerra senza esportarlo" a precisarlo a TgCom24 è Daniel Gros, economista tedesco e direttore dell'Istituto per le politiche europee dell'Università Bocconi. "L'impatto comunque ci sarà, ma non sarà duraturo" prosegue e sull'Europa che, dal punto di vista petrolifero, sono spesso costretti a importare dice: "Chiaro che sarà colpita più duramente, al contrario degli Usa che sono autosufficienti dal punto di vista dell’energia". In questo quadro, se il conflitto dovesse continuare oltre le quattro settimane ed eventualmente estendersi, Gros precisa sempre: "Più dura la guerra e più aumenta la necessità dei Paesi di esportare petrolio. Oggi molto passa dallo stretto di Hormuz, che gli iraniani possono ostacolare, ma l'esperienza ci insegna che il petrolio trova comunque una sua via sul mercato globale. Dunque, anche nel caso di una guerra prolungata, gli effetti sul prezzo del petrolio non sarebbero tanto forti".