

Mario Mantovani, vittima di un errore giudiziario: "Ho visto crollare la mia vita"
L'ex vicepresidente della regione Lombardia, condannato e poi assolto per un'intercettazione mal interpretata, ricorrerà alla Corte europea: "Lo faccio anche per le migliaia di persone incarcerate ingiustamente"
“In un attimo una persona innocente vede crollare tutta la sua vita, sono momenti drammatici che non auguro a nessuno.” È innocente. Ma per lo Stato, la colpa è comunque sua. Mario Mantovani, ex vicepresidente della Regione Lombardia, viene arrestato nel 2015 con accuse pesantissime: corruzione, concussione, abuso d’ufficio. Quarantuno giorni a San Vittore, poi i domiciliari. Anni di processo.
“Alle prime luci dell’alba si presentano dieci persone a casa mia e cinquanta uomini delle forze dell’ordine nelle mie aziende, a casa di mio figlio: è qualcosa che fa vergogna alla giustizia umana", ha dichiarato. “La vita si è interrotta, è diventata un’altra storia.” Poi, dopo anni, arriva la sentenza: assoluzione piena. Il fatto non sussiste. “A causa di un’intercettazione mal interpretata sono stato arrestato. Era la prova regina. Hanno trascritto ‘villa’ anziché ‘vita’. In Appello hanno riconosciuto l’errore e mi hanno assolto.”
Dovrebbe essere la fine. E invece è solo un’altra tappa. Perché quando chiede il risarcimento per quei giorni da innocente dietro le sbarre, la risposta è no. Nessun indennizzo. Secondo i giudici, il suo comportamento è stato “gravemente colposo”. Mantovani non si arrende. Ricorrerà alla Corte europea: “Lo faccio anche per le migliaia di persone incarcerate ingiustamente".