

Cecchini italiani a Sarajevo, altri tre sospettati
I nuovi sospettati sono un professionista del Torinese, un alpino della Carnia e un banchiere di Trieste
La procura di Milano allarga la lista dei sospettati per i safari di morte a Sarajevo analizzando la posizione di un professionista del Torinese, un alpino della Carnia e di un banchiere di Trieste. I viaggi della morte di Sarajevo venivano organizzati dall'Italia per andare a sparare sui civili nella città sotto assedio durante la guerra in Bosnia Erzegovina tra il 1992 e il 1996. Secondo le ricostruzioni fatte finora dai pubblici ministeri i cecchini del weekend pagavano anche 100 milioni di lire per poter sparare su una donna o su un bambino, oppure prendevano di mira civili inermi e in fuga. Al momento risulta ufficialmente indagato un ex camionista friulano di 80 anni che lunedì nove febbraio sarà ascoltato in procura a Milano. I testimoni, già sentiti, lo descrivono come un uomo capace di cose agghiaccianti.