LA RISTRUTTURAZIONE

"Washington Post", Bezos taglia un terzo della redazione

Licenziati 300 giornalisti, chiuse sedi estere e redazioni storiche

di Alfredo Macchi

Dal mito del Watergate alla crisi strutturale del presente. Il "Washington Post", di proprietà di Jeff Bezos, affronta la più dura ristrutturazione della sua storia recente. Il direttore esecutivo Matt Murray ha annunciato il licenziamento di 300 giornalisti su 800, la chiusura di numerose sedi di corrispondenza internazionali, tra cui Kiev, Berlino, Gerusalemme e Il Cairo, e il ridimensionamento drastico delle redazioni di cronaca locale, sport e libri. Alla base della decisione, conti in rosso per circa 100 milioni di dollari.