
Il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, ha tenuto un'informativa al Senato sul maltempo che ha colpito la Calabria, la Sardegna e la Sicilia. Il titolare del dicastero ha annunciato che il Governo attuerà una serie di misure a sostegno delle popolazioni colpite dal maltempo. Tra queste: ammortizzatori sociali, misure di sostegno al reddito dei lavoratori autonomi e misure di sostegno al comparto turistico.
"Non sono mancati sciacalli in giacca e cravatta" -
Musumeci accusa di aver subito "giudizi sommari e frettolosi hanno cercato in malafede un capro espiatorio", dunque quella che definisce: "Una campagna che è andata ben oltre la normale dialettica politica". E la frana di Niscemi è l'emblema di tutto ciò: "Invece di provare a contribuire a una seria comprensione dei fatti non sono mancati veri e propri atti di sciacallaggio dentro e fuori varie istituzioni. Qualche volta anche dietro un'apparenza formale, non sono mancati gli sciacalli in giacca e cravatta. Prima di fare pagelle sulla credibilità degli altri bisognerebbe avere l'umiltà di pesare la propria credibilità".
"Non copro chi aveva il compito di intervenire dopo il '97" -
Il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, ha anzitutto respinto "la rappresentazione che isola strumentalmente un singolo passaggio negli ultimi tre mesi di mandato, da maggio a settembre 2022", cioè quando sarebbe stato notificato a Musumeci che una parte del fronte franoso di Niscemi aveva il massimo rischio idrogeologico secondo il Pai (Piano per l'Assetto Idrogeologico, ndr) cioè R4 che corrisponde a un grado di rischio molto elevato. Questo perché, secondo il ministro, questo sarebbe un modo per "coprire un quarto di secolo di inerzie, omissioni e sottovalutazioni di altri". Concludendo, dunque, che "non è compito mio cercare i responsabili. Ci penseranno altre istituzioni, ma non sono disposto a fare da copertura a chi aveva il compito istituzionale dopo il 1997 di intervenire per mettere in sicurezza quel territorio e non lo ha fatto".
"Possibile ulteriore arretramento del ciglio di scarpata" -
Ma mentre in aula si dibatte, la situazione a Niscemi continua a peggiorare e a tal proposito Musumeci fa sapere che: "Secondo gli esperti frane di questa tipologia hanno una tipica tendenza alla retrogressione. L'arretramento del ciglio di scarpata tende infatti a propagarsi progressivamente verso monte, cioè verso il centro storico, in direzione del centro abitato, secondo un meccanismo già documentato negli eventi storici. Il fenomeno attuale è suscettibile di evoluzione retrogressiva, purtroppo. Sulla base delle geometrie osservate del confronto con la frana del 1997 e dell'evento storico del 1790 è plausibile ipotizzare, dicono ancora gli scienziati, un ulteriore arretramento del ciglio di scarpata dell'ordine di alcune decine di metri, soprattutto in caso di nuove piogge abbondanti".
"Già nel 2005 era impossibile bloccare la frana per i tecnici" -
La situazione di Niscemi era già nota da tempo, infatti durante l'informativa al Senato Nello Musumeci riprende quanto detto nel 2005 dai tecnici del comitato tecnico scientifico: "Il complesso franoso di Niscemi ha dimensioni e caratteristiche tali da rendere impossibile pensare a interventi finalizzati alla stabilizzazione definitiva dei versanti", ovvero prosegue il ministro: "Significa che non possiamo bloccare più la frana. Siamo nel 2005. Ascoltando in questi giorni testimoni e leggendo alcuni particolari sulla stampa, credo di poter dire che tutte le istituzioni in questa triste storia debbano sentirsi coinvolte".