
"Non sono solo scene raccapriccianti", quelle della guerriglia urbana che si è scatenata sabato pomeriggio, a Torino, quando un manipolo di manifestanti si è staccato dal corteo per Askatasuna e si è scontrato violentemente con gli agenti di polizia in strada a presidiare la manifestazione. Per Felice Romano, segretario generale del sindacato della polizia (Siulp), le immagini del poliziotto 29enne disarmato e poi colpito con tre martellate "è un tentativo di omicidio a tutti gli effetti". L'aggressione subita dall'agente Alessandro Calista, "con un martello e un'ascia, avrebbe comportato le condizioni per la legittima difesa". Ma, continua Romano, se il poliziotto "avesse tirato fuori l'arma, oggi sarebbe indagato per omicidio volontario". In risposta alle dichiarazioni del vicepremier leghista, Matteo Salvini, che ha detto di volere più tutele per le forze dell'ordine, Romano ha affermato che la richiesta non è quella di uno scudo penale, quanto piuttosto quella di poter "intraprendere il nostro servizio a garanzia dell'ordine e della sicurezza pubblica e delle istituzioni democratiche con la certezza di poter ritornare dalle nostre famiglie con il rischio che è insito nel nostro delicato mestiere, non certo di aspettarci agguati premeditati che attentano alla nostra vita e alla democrazia del Paese". Calista, ricoverato all'ospedale Molinette di Torino, "sta migliorando", fa sapere Romano.