
Sei lavoratori clandestini, cioè stranieri senza permesso di soggiorno, sono stati scoperti dai carabinieri di Lucca durante un controllo a un opificio che produce parti di scarpe da mandare a calzaturifici in Toscana. Il controllo, effettuato insieme al nucleo dell'ispettorato per il lavoro, ha fatto scattare due arresti. Uno riguarda il titolare della ditta, un cinese regolare in Italia, e un lavoratore per il reato di reingresso illegale nel territorio nazionale, dato che nell'agosto 2025 era stato espulso ed era rientrato in Italia illegalmente. I sei clandestini, tutti privi di contratto, svolgevano le mansioni in locali angusti e in uno stato di assoluto disordine e sporcizia. Al piano terreno dello stabile dove sono intervenuti i venti carabinieri c'è il laboratorio, mentre in quello superiore gli alloggi-dormitorio, dove i lavoratori vivevano in condizioni di accentuato e grave degrado. I locali erano fatiscenti, i riscaldamenti non funzionavano e mancavano le norme igieniche più elementari.
Numerose violazioni -
Attrezzature senza requisiti di sicurezza, nessuna formazione in materia di sicurezza sul lavoro, impiego di lavoratori in nero, mancata sorveglianza sanitaria dei lavoratori e mancata tracciabilità delle retribuzioni. Sono queste le ulteriori violazioni accertate nei confronti dell'imprenditore, al quale sono state fatte ammende per un totale di 6 mila euro e sanzioni amministrative per 45 mila euro. Inoltre, è stata stabilita la sospensione dall'esercizio dell'attività imprenditoriale. Ora le indagini delle forze dell'ordine proseguono per ricostruire anche le modalità di reclutamento e sfruttamento dei lavoratori cinesi.