
Mohammad Hannoun, l'architetto palestinese arrestato a dicembre insieme ad altri sei con l'accusa di avere finanziato Hamas, ha parlato in videocollegamento dal carcere di Terni. E, davanti ai giudici del Riesame, ha ribadito di "non avere finanziato Hamas", spiegando - a suo dire - quali siano i quattro modi in cui vengono acquistati i beni di prima necessità da distribuire alla popolazione palestinese.
I giudici, dopo oltre 10 ore di udienza, si sono riservati di decidere sulla richiesta di scarcerazione. In aula, i pm Luca Monteverde e Marco Zocco, hanno depositato un documento della polizia israeliana. Secondo l'accusa testimonierebbe la consegna formale degli atti alle autorità italiane, escludendo così l'eccezione di utilizzabilità dei documenti consegnati agli investigatori italiani, anche alla luce di una legge israeliana del 2003 che consente alla polizia di trasmettere atti con la stessa valenza dell'autorità giudiziaria. Per le difese, invece, questo documento non avrebbe alcun valore e quelle norme di Israele "sono modi per aggirare il diritto internazionale e puntare ad arresti fuori confine".