"Abbiamo messo le tende dietro alla Biblioteca degli Alberi, nel cuore della gentrificazione ed esclusione sociale, per denunciare che la vita costa troppo, per gli studenti e per tutti gli abitanti di Milano". Il grido arriva da Claudia Marostegan portavoce di Udu, Unione degli universitari Milano. "Il carovita colpisce tutti e per gli studenti questo significa decidere se si possono permettere di studiare all'università. Così un diritto, studiare, è diventato un privilegio di pochi. Le stanze singole nel mercato privato costano, a Milano, 700 euro al mese, ma i posti letto negli studentati arrivano anche a 1.300 euro mensili. Questo è un business, non un servizio che vuole garantire il diritto di tutti a studiare. Non sono solo gli affitti, ci sono le bollette, i trasporti, la spesa. Oggi uno studente sceglie se comprare l'olio o un libro per un esame".
"Questa situazione è insostenibile - continua la portavoce del movimento. - Vogliamo investimenti strutturali e duraturi sul diritto allo studio e l'università: servono 2 miliardi per garantire l'università gratuita a tutti, almeno 23 milioni per la copertura delle borse di studio per tutti gli idonei in Lombardia. Vogliamo dire a questa classe politica che se la loro soluzione è la svendita del DSU ai privati, noi non ci stiamo".
"La situazione abitativa ha assunto carattere emergenziale in tutta la Regione: la casa e lo studio sono diritti che richiedono risposte pubbliche forti ed efficaci", è il commento di CGIL Lombardia e CGIL Milano, al fianco delle studentesse e degli studenti di UDU Milano in mobilitazione.