Una prima analisi effettuata il 19 settembre 2007, in cui il materiale biologico prelevato dai pedali della Umberto Dei di Alberto Stasi (un campione di 2,78 ng/ml) dà esito positivo rispetto alla compatibilità con il Dna di Chiara Poggi. E poi una seconda analisi effettuata il giorno dopo, il 20 settembre 2007, quando su quello stesso campione i risultati danno un esito opposto: negativo. Non è Dna di Chiara. Ma quest’ultimo accertamento è divenuto noto soltanto lunedì, dopo diciannove anni. E grazie a una consulenza tecnica dei genetisti della difesa Stasi, Pasquale Linarello e Ugo Ricci, confermata dagli accertamenti disposti dalla procura di Pavia, che ha incaricato Carlo Previderè e Pierangela Grignani.
Questi i cosiddetti “raw data”, dati grezzi, ora tornano prepotentemente al centro della riapertura dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Diciannove anni fa - sostiene la difesa Stasi - avrebbero potuto cambiare la storia del delitto e scagionare l’allora fidanzato della vittima.
La "doppia" analisi e i risultati contrastanti (e scomparsi) -
Sono il 19 e il 20 settembre 2007, poco più di un mese dopo l'omicidio della giovane, le date sotto la lente dei nuovi inquirenti. Il 19 settembre il Ris di Parma determina un profilo genetico "dall'unico estratto disponibile ricavato dai pedali della bicicletta (reperto bu_p) attribuito dal consulente tecnico del pm dell'epoca oltre ogni ragionevole dubbio alla vittima", si legge nel comunicato stampa pubblicato lunedì dalla procura guidata da Fabio Napoleone. In particolare viene evidenziato un "profilo genetico parziale compatibile a quello di Chiara Poggi" e "due profili genetici completi perfettamente sovrapponibili per 15 marcatori al profilo" della vittima, si legge nella relazione firmata da Previderè e Grignani. Un'identificazione che, all'epoca, fu decisiva per far scattare il primo fermo a carico di Alberto Stasi.
Peccato che, secondo due corse elettroforetiche svolte il giorno successivo, "tutti i successivi tentativi di acquisire profili genetici dai camponi prelevati dai pedali della bicicletta hanno fornito esito negativo". E dunque "nessun profilo genetico". Di questa seconda analisi, però, "di queste due corse elettroforetiche del 20.09.2007 e dei relativi tracciati completamente negativi non si è rinvenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Stasi Alberto".
Alessio Campana