Sono quattro i capolavori attribuiti ad Antonello da Messina rubati la sera di Ferragosto al Mume, il museo della città dello Stretto: si tratta di tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte raffigurante la Madonna e il Cristo in pietà. La direttrice ha dichiarato che erano "le opere più importanti del museo".
Il Polittico di San Gregorio detto anche del Rosario, di cui sono state rubate tre tavolette su cinque, fu commissionato ad Antonello da Messina da Fabria Cirino, badessa del monastero di Santa Maria extra moenia. E' un dipinto a tempera grassa su tavola datato 1473. Era originariamente composto da sei tavole unite da una cornice intagliata e dorata di gusto tardogotico, che forse venne rimossa già nel XVI secolo. Sono raffigurati al centro La Madonna in trono col Bambino e angeli reggicorona, detta del Rosario, cosi come identificata dal simbolo iconografico, il Rosario, che poggia in basso sul gradino, ai lati i Santi Gregorio e Benedetto, nel registro superiore l'Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata, la tavola centrale della cimasa, che probabilmente raffigurava il Cristo morto sorretto dagli Angeli, è andata perduta.
Dal 27 giugno 2013 fa parte dei Beni Inamovibili della Regione Siciliana. L'opera è in un cattivo stato di conservazione a causa degli eventi che subì nella sua storia. Dopo lo smembramento e la dispersione di almeno una delle tavole, forse già nel Cinquecento, venne restaurata drasticamente nel 1842, utilizzando sostanze abrasive per la pulitura. Ma l'evento più catastrofico fu il terremoto di Messina del 1908, che rase al suolo l'ex-convento di San Gregorio, dove aveva sede il "Museo civico peloritano", lasciando le opere conservate, compreso il Polittico, alla pioggia che si abbatté sulla città nei giorni immediatamente successivi alla catastrofe. In quell'occasione andarono perdute ampie porzioni del manto della Madonna e del San Gregorio. Sopravvivono del polittico cinque tavole su due registri (tre di queste sono state sottratte): quello inferiore, principale, mostra al centro la Madonna del Rosario in trono, affiancata a sinistra da San Gregorio Magno e a destra da San Benedetto; nel registro superiore si vedono un Angelo annunciante e la Vergine annunciata, mentre è perduto il pannello centrale.
La tavoletta bifronte, estratta direttamente dai ladri da una teca blindata, ha sul davanti la Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione, e dietro Cristo in Pietà. L'opera fu attribuita ad Antonello nel 2003 e venduta dalla casa d'aste Christie's in quell'anno alla Regione Sicilia, proveniente dalla collezione del berlinese Wilhelm Soldan nella quale si trovava dal 1930. Per le sue piccole dimensioni appare evidente la sua destinazione originaria al culto privato che utilizzava le effigi sacre per le proprie orazioni. Per confronti stilistici con la produzione pittorica certa dell'artista è stata datata concordemente dagli studiosi tra il 1465 e il 1474.