GLI SCATTI A BALI

Francesca Barra con Claudio Santamaria e Atena: un viaggio per attraversare il lutto

La giornalista è partita con la famiglia alla scoperta di alcuni dei luoghi amati dal padre, venuto a mancare due mesi fa: un dolore che ha scelto di attraversare

A quasi due mesi dalla morte improvvisa del padre Francesco Michele, scomparso il 15 giugno, Francesca Barra è volata a Bali insieme al marito Claudio Santamaria e alla loro figlia Atena. Su Instagram ha condiviso i primi scatti del viaggio: immagini luminose, dal gusto vintage, attraversate però da una sottile malinconia. Perché dietro quella che potrebbe sembrare una semplice vacanza c'è soprattutto il ricordo del padre. Prima di partire, la giornalista aveva spiegato che sarebbe stato "un viaggio che mi porterà a vedere alcuni dei luoghi che mio padre ha amato e sognato per tutta la vita". Un modo per continuare a sentirlo vicino.

Bali lontano dalle cartoline -

Nel suo racconto Barra non nasconde il lato più turistico dell'isola, ma invita ad andare oltre. "Ogni luogo può essere visitato in molti modi diversi. Dipende dal tempo che abbiamo, da cosa cerchiamo in un'esperienza e da chi viaggia con noi", scrive sui social. Per lei Bali non è soltanto locali, beach club e mete diventate celebri sui social. È soprattutto "un'isola vulcanica fatta di risaie, foreste, cascate, sorgenti, villaggi, benedizioni, purificazioni, doni, templi e piccoli altari che compaiono ovunque". Una dimensione che sembra adattarsi anche al momento che sta attraversando: osservare, fermarsi e concedersi un tempo diverso da quello scandito dagli impegni quotidiani. Da qui anche il consiglio rivolto ai follower: costruire un itinerario personale, informarsi sulla storia e sulle tradizioni del posto senza affidarsi soltanto alle recensioni degli altri. E soprattutto "lasciare spazio all'imprevisto".

La scelta di fermarsi e lasciare la tv -

 Prima ancora di partire, Francesca Barra aveva compiuto una scelta non scontata: interrompere in anticipo la conduzione di "4 di Sera Weekend", lasciando il programma il 5 luglio. "Ci sono momenti nella vita in cui è giusto fermarsi e ascoltare i segnali che arrivano dal corpo, dal cuore e dalla mente. Ignorarli sarebbe un errore", aveva spiegato. Dopo la malattia rapidissima e la morte del padre, la giornalista aveva rivendicato anche pubblicamente quel bisogno di tempo, osservando come il lutto non possa essere considerato un lusso concesso soltanto a chi ha la possibilità di sospendere il lavoro. Ora quel tempo passa anche da Bali. Accanto a Claudio Santamaria e alla piccola Atena, Barra attraversa l'isola senza presentare il viaggio come una cura miracolosa, piuttosto come un altro modo per ricordare: andare nei luoghi che una persona amata avrebbe voluto vedere e, almeno per qualche giorno, provare a guardarli anche attraverso i suoi occhi.

Tra memoria e "pensiero magico" -

Nella modalità in cui Barra ha raccontato questi mesi ritorna una domanda con cui si sono confrontati molti scrittori: che cosa succede alla realtà quando perdiamo qualcuno improvvisamente? Joan Didion, una delle grandi firme del giornalismo e della letteratura americana, provò a rispondere dopo la morte del marito John Gregory Dunne, colpito da un attacco cardiaco alla fine del 2003 mentre la loro unica figlia Quintana era gravemente malata in ospedale. Da quell'esperienza nacque nel 2005 il memoir "L'anno del pensiero magico", in cui la scrittrice raccontò uno dei paradossi del lutto: sapere razionalmente che qualcuno non tornerà mai più e continuare, allo stesso tempo, a comportarsi come se non fosse vero. È quello che chiamò "pensiero magico", il tentativo della mente di opporsi a qualcosa che fatica ancora ad accettare. Perché un lutto è difficilmente archiviabile e, alle volte, un viaggio come quello di Barra può diventare un modo per continuare a interrogare la memoria, elaborando la perdita passandoci attraverso. 

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